La visita oculistica
Quando è consigliabile fare una visita oculistica nell'adulto?
È consigliabile quando si nota un calo o un annebbiamento della vista, affaticamento visivo, mal di testa frequenti, la comparsa di aloni o "mosche volanti", rossore ad uno o ad entrambi gli occhi, oppure in presenza di familiarità per glaucoma, diabete o altre patologie oculari. Anche in assenza di disturbi, un controllo periodico permette di individuare precocemente condizioni che all'inizio non danno sintomi.
Quando è consigliabile fare una visita oculistica nel bambino?
La visita oculistica va effettuata, a qualunque età, se si notano rossore, occhi che tendono a deviare (strabismo) o qualunque segno che faccia pensare a una difficoltà visiva, ad esempio il bambino che riferisce di non vedere bene la lavagna o che si mette storto sui libri. Spesso è anche il pediatra a individuare i motivi per cui il bambino va inviato dall'oculista.
Ogni quanto tempo bisogna eseguire la visita oculistica periodica nell'adulto?
Per un adulto che esegue un normale controllo di screening, è in genere indicata una visita oculistica una volta all'anno; in presenza di condizioni particolari, come glaucoma o maculopatie, le tempistiche vengono personalizzate di volta in volta.
Ogni quanto tempo bisogna eseguire la visita oculistica periodica nel bambino?
Come buona norma è consigliabile eseguire la prima visita oculistica verso i 5 anni in tutti i bambini, anche in assenza di disturbi. La visita va anticipata in presenza di familiarità per patologie oculari o di segnali sospetti: alcune condizioni, come l'occhio pigro (ambliopia), si correggono molto meglio se individuate precocemente. In assenza di patologie o di difetti visivi che richiedono la correzione con gli occhiali, la visita si esegue solitamente ogni due anni.
Quanto dura una visita oculistica completa?
Una visita completa dura in media 30 minuti, a seconda degli esami necessari. Se è prevista la dilatazione della pupilla occorre considerare del tempo aggiuntivo per l'effetto del collirio.
Quali esami vengono eseguiti durante la visita?
La visita oculistica di routine comprende sempre l'esame alla lampada a fessura, l'autorefrattometria, la tonometria, la misurazione del difetto visivo con le lenti di prova e l'esame del fondo oculare. Oltre a questi, possono rendersi necessari ulteriori esami, che vengono valutati e discussi con il paziente di volta in volta in relazione alle diverse situazioni.
Dopo la visita con le pupille dilatate posso guidare?
Quando si esegue la dilatazione della pupilla, per alcune ore la vista da vicino risulta annebbiata ed aumenta la sensibilità alla luce. La maggior parte dei pazienti riesce comunque a mettersi alla guida; è utile in ogni caso presentarsi accompagnati o muniti di occhiali da sole.
Cosa devo portare alla visita?
È utile portare gli occhiali o le lenti a contatto che si utilizzano abitualmente, gli eventuali esami oculistici precedenti e l'elenco dei farmaci che si assumono: sono informazioni che aiutano ad inquadrare meglio il quadro clinico ed eventualmente quello chirurgico.
Esami diagnostici
A cosa serve l'OCT?
L'OCT è un esame non invasivo e indolore che fornisce immagini ad altissima definizione della retina, del nervo ottico, della cornea e dell'angolo camerulare. È molto utile per diagnosticare e monitorare nel tempo varie patologie, principalmente le maculopatie ed il glaucoma, oltre che le varie neurotticopatie. Viene eseguito direttamente in studio.
A cosa serve la topografia corneale?
La topografia corneale studia e definisce la curvatura e la forma della cornea. È importante per studiare condizioni come l'astigmatismo, il cheratocono, i trapianti di cornea, oltre che nella pianificazione di vari interventi, compresa la scelta del cristallino nella chirurgia della cataratta con lente premium. Anche questo esame viene eseguito in sede.
La cataratta
Che cos'è la cataratta e quali sono i sintomi?
La cataratta è l'opacizzazione del cristallino, la lente naturale che si trova all'interno dell'occhio. È un processo legato principalmente all'età e si manifesta con un annebbiamento progressivo della vista, colori meno vivaci, una maggiore sensibilità all'abbagliamento e difficoltà a guidare, soprattutto di notte. Alcune volte si associa a malattie metaboliche, in primis al diabete, all'assunzione di medicinali, principalmente il cortisone, oltre che ad eventi traumatici.
Come si cura la cataratta?
L'unico trattamento efficace è l'intervento chirurgico, che consiste nel rimuovere il cristallino opacizzato e sostituirlo con un cristallino artificiale. È un intervento tra i più diffusi e consolidati. Maggiori informazioni sono disponibili nella pagina dedicata alla chirurgia della cataratta.
Che differenza c'è tra le lenti tradizionali e le lenti premium?
Le lenti tradizionali (monofocali) correggono molto bene la miopia e l'ipermetropia, offrendo una buona visione a una sola distanza, in genere da lontano (salvo che il paziente presenti anche astigmatismo, in questo caso solitamente è necessario anche un occhiale correttivo per lontano), mentre per vicino resta necessario l'uso degli occhiali. Le lenti premium consentono invece di correggere anche l'astigmatismo e la presbiopia, riducendo o eliminando la dipendenza dagli occhiali. La scelta del tipo di lente viene valutata insieme, in base alle caratteristiche dell'occhio e alle esigenze visive di ciascun paziente.
Quando è il momento giusto per operare la cataratta?
Il momento più indicato è quando l'annebbiamento della vista comincia a disturbare le normali attività quotidiane, come la lettura, il lavoro o la guida. Al giorno d'oggi è sbagliato attendere che la cataratta sia "matura": oggi l'intervento può essere eseguito non appena il disturbo visivo incide sulla qualità della vita. Anzi, considerando che la cataratta deve essere "aspirata", meglio non procrastinare a lungo facendola indurire per non arrivare a dover eseguire un intervento meno delicato.
La chirurgia refrattiva
Che cos'è la chirurgia refrattiva?
La chirurgia refrattiva comprende le tecniche che permettono di correggere i difetti visivi — miopia, ipermetropia, astigmatismo e presbiopia — riducendo o eliminando la dipendenza da occhiali e lenti a contatto. La tecnica più adatta viene scelta in base al tipo e all'entità del difetto, all'età e alle caratteristiche dell'occhio, in particolare della cornea e del cristallino.
Quali tecniche di chirurgia refrattiva vengono eseguite?
Le tecniche principali sono tre: il laser ad eccimeri (con tecnica PRK e LASIK), che rimodella la superficie della cornea; l'impianto di lenti fachiche, in particolare le ICL, lenti che vengono inserite all'interno dell'occhio senza rimuovere il cristallino naturale; e la faco refrattiva, cioè la sostituzione del cristallino a scopo refrattivo, eseguita con la stessa tecnica dell'intervento di cataratta. Proprio la possibilità di combinare queste diverse tecniche fa sì che non vi siano limiti al tipo e al grado di difetto visivo che può essere corretto.
Che cos'è la faco refrattiva?
La faco refrattiva consiste nella sostituzione del cristallino naturale con un cristallino artificiale scelto su misura, con la stessa tecnica impiegata nella chirurgia della cataratta. Utilizzando le lenti più adatte, in particolare quelle premium, questa tecnica consente di correggere qualunque difetto visivo e qualunque gradazione, compresa la presbiopia. È particolarmente indicata quando il difetto non è correggibile con il laser o quando è già presente un iniziale opacamento del cristallino.
Il glaucoma
Che cos'è il glaucoma?
Il glaucoma è una malattia del nervo ottico, spesso associata ad una pressione dell'occhio troppo elevata, che con il tempo può danneggiare progressivamente il nervo ottico stesso causando un calo irreparabile della vista. Nelle fasi iniziali non dà quasi mai sintomi e per questo viene definito "il ladro silenzioso della vista": spesso viene individuato proprio nel corso di una visita oculistica di controllo.
Come si diagnostica e si tiene sotto controllo il glaucoma?
La valutazione si basa sulla misurazione della pressione oculare (tonometria), sull'esame del fondo oculare, sull'esame del campo visivo e sull'OCT del nervo ottico. Tali esami permettono di studiarlo in dettaglio e di monitorare nel tempo l'efficacia della terapia oltre che le eventuali variazioni. In base alla singola situazione possono rendersi utili ulteriori accertamenti, che vengono valutati di volta in volta.
Come si cura il glaucoma?
L'obiettivo della terapia è abbassare la pressione dell'occhio per proteggere il nervo ottico. Nella maggior parte dei casi si inizia con i colliri; in alternativa o in aggiunta è possibile ricorrere al laser. Tra questi, la trabeculoplastica laser selettiva (SLT) è il trattamento maggiormente consolidato. Monitoraggio del glaucoma con vari esami e trattamento con SLT vengono eseguiti direttamente in studio.
Il glaucoma si può prevenire?
Il glaucoma non si può prevenire, ma una diagnosi precoce permette di intervenire prima che si verifichino danni importanti e irreversibili alla vista. Per questo sono fondamentali i controlli periodici, soprattutto dopo i 40 anni o in presenza di familiarità per la malattia.
Le iniezioni intravitreali
Che cosa sono le iniezioni intravitreali e in quali casi si eseguono?
Le iniezioni intravitreali consistono nella somministrazione di un farmaco direttamente all'interno dell'occhio, nella cavità vitreale. Rappresentano la terapia di diverse maculopatie (principalmente della membrana neovascolare che si forma nella degenerazione maculare legata all'età o secondaria a diverse epiteliopatie), di varie retinopatie (soprattutto della retinopatia diabetica e delle trombosi venose), oltre che del glaucoma neovascolare. È una procedura che si svolge in condizioni di sterilità, in sala operatoria.
Con quali farmaci si eseguono le iniezioni intravitreali?
Si eseguono principalmente con i farmaci anti-VEGF, che bloccano la sostanza responsabile della formazione di vasi sanguigni anomali e della fuoriuscita di liquido a livello della retina; in alternativa si può ricorrere a un impianto intravitreale di cortisone a rilascio prolungato (Ozurdex), che mantiene il suo effetto per circa sei mesi.
Ogni quanto si eseguono i controlli dopo le iniezioni intravitreali?
I controlli e la cadenza del trattamento vengono personalizzati da paziente a paziente, in base alla patologia di base e alla risposta alla terapia.
Laser YAG
Che cos'è la cataratta secondaria e come si tratta?
Dopo l'intervento di cataratta, in alcuni pazienti la membrana che contiene il cristallino artificiale può opacizzarsi in un tempo più o meno lungo, anche dopo anni, causando un nuovo annebbiamento della vista: è la cosiddetta "cataratta secondaria". Si cura con il laser YAG, una procedura ambulatoriale e indolore che eseguiamo direttamente in studio e che dura pochissimi minuti. Non si tratta di un nuovo intervento chirurgico.
Che cos'è l'iridotomia con laser YAG e quando è indicata?
L'iridotomia YAG è una procedura laser che crea una piccola apertura nell'iride per favorire il regolare deflusso dei liquidi all'interno dell'occhio. È indicata in alcune forme di glaucoma, in particolare quello ad angolo chiuso, o a scopo preventivo in occhi predisposti, ad esempio nel glaucoma con angolo stretto. È una procedura ambulatoriale che si esegue in studio.
Prenotazioni e contatti
Come posso prenotare una visita?
È possibile prenotare telefonando allo studio al numero 0962 905058. Lo studio si trova a Crotone, in Via Tedeschi n. 49, 88900 Crotone.
